Epico scontro massonico-giuridico tra Rimini e Babilonia. Vincerà chi piscia più lontano. Viaggio tra rituali arcaici e… tanta voglia di vomitare
Il rito della Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia è iniziato oggi, in sessione ordinaria, essenzialmente per disbrigare quelle faccende burocratiche che un tempo venivano relegate ai margini della “pompa magna” autocelebrativa, e che oggi invece costituiscono il tutto, del nulla cosmico.
È però domani che il “carrozzone” darà il meglio di sè, in una giornata “straordinaria” destinata a passare ai posteri. E Rimini non sarà più la stessa.

Vediamo insieme il programmino:
- Interpretazione autentica dell’art. 28 della Costituzione G.O.I., al fine di poter annullare e rieditare le elezioni del nuovo Gran Maestro se quelle svolte non sono conformi ai desideri del Cerchio dei Dottori;
- Interpretazione autentica dell’art. 209 quater del Regolamento GOI, al fine di confermare che la Corte Centrale, su mandato diretto del Cerchio dei Dottori, possa annullare le elezioni del nuovo Gran Maestro quando non gradite, ed effettuare qualsiasi modifica regolamentare che il Cerchio dei Dottori ritenga opportuna e necessaria al fine di poter fare quello che gli pare;
- Interpretazione autentica dell’art. 114 del Regolamento G.O.I. al fine di confermare che la Commissione Elettorale Nazionale è competente a decidere su tutte le contestazioni elettorali, da qualunque associato promosse, secondo i dettami del Cerchio dei Dottori;
- interpretazione autentica sulla Circolare elettorale, come fonte di regolamentazione interna, che concede ai Presidenti di Seggio la facoltà di annullare le schede elettorali regolarmente votate dagli affiliati aventi diritto, secondo il loro umore o la loro “distrazione” del momento.
E compatibilmente con tutto ciò:
- Revocare il procedimento elettorale ex art. 108 ss. del Regolamento G.O.I., indetto con Decreto n. 451/SB, in quanto il risultato emerso ex art. 209 ter del Regolamento rende necessario ripetere il procedimento elettorale a garanzia della corretta espressione del voto e della massima partecipazione;
- Immediata indizione di nuove elezioni ex artt. 108 e ss. del Regolamento del G.O.I., da celebrare entro due mesi dalla delibera di Gran Loggia e con espressa previsione di deroga di ogni termine di tempo e/o scadenza prescritti, come da desiderio del Cerchio dei Dottori.
Tutto questo dovrebbero approvare i 595 Fedayyn, disposti e disponibili a tutto, congressuati al Palacirco di Rimini. In netto contrasto con tutte le ordinanze finora espresse, a vario titolo, dalla XVI Sezione Civile del Tribunale di Babilonia (specializzata nel Codice di Hammurrabi), competente, se non per materia e territorio, per trama. Il genere è infatti decisamente quello “grottesco”, che spazia dalla farsa autoriale di un Emir Kusturica (“Gatto Nero, gatto bianco“), alla surrealità di un Elio Petri (“Todo Modo“), fino a citare — forse più appropriatamente — il Pier Paolo Pasolini di “Salò e le 120 giornate di Sodoma“.

Nel mentre, a Babilonia…
I Magistrati babilonesi, votati al dio Marduk, appaiono giustamente disorientati dall’intera vicenda, e non sanno più quali mushussu pigliare.
Anche perché, qua qualsiasi mushussu si prenda (ricordiamo che il mushussu ha testa cornuta, corpo squamoso, zampe posteriori di rapace e anteriori di leone) è una grande deiezione di ibis!

Probabilmente sarebbe meglio, per i Magistrati civili babilonesi, slegarsi dalle raffazzonate decisioni dei 595 Fedayyn riminesi del G.O.I., contrarie al Codice di Hammurrabi, e ricordarsi di essere fedeli sacerdoti di Marduk, Dio sì guerriero, ma anche ordinatore del cosmo e patrono della cività.
Civiltà, appunto, chiamata a dar forma all’hypokeimenon.