Di seguito la nuova Tavola architettonica del Gran Maestro eletto Leo Taroni
L’URNA
in ambito esoterico saltano le normali logiche narrative, salta la linearità delle vicende, salta persino l’azione in se stessa a vantaggio dell’esaltazione dell’atto: di quel momento che è fuori dall’azione ma conferisce significato al tutto.
Questo perché, nei miti e nelle narrazioni di carattere esoterico, non conta più di tanto la vicenda, la storia in sé, che è piuttosto pretesto perché si manifestino e rappresentino i simboli e le allegorie su cui l’iniziato è chiamato a elaborare e a condividere una propria personale e libera esegesi.
Nel caso che vi voglio proporre il tema è l’urna.
Posto il tema, voglio anzitutto sganciarlo inizialmente dalla vicenda hiramica, per riflettere appunto sull’urna come simbolo a sé stante: il mito del Terzo Grado si conclude infatti non con una morte, ma con una rinascita e in nessuna parte di tale mito si fanno riferimenti a processi di cremazione che possano unire la morte del maestro Hiram ad un’urna funeraria.
E allora… cos’è l’urna che poi si incontra ad un certo punto del percorso scozzese? possibile che quell’urna possa essere un’urna elettorale?
Il lutto che caratterizza tutte le urne, anche le urne che custodivano le nostre schede, ancora oggi conservate a Villa il Vascello, può diventare simbolo e concetto a se stante, che nella sua universalità è però ricollegabile anche al lutto per la morte del maestro Hiram, che diventa sinolo con il Gran Maestro eletto, il quale ancora non riesce a sorgere.
L’urna diviene allora elemento assoluto: slegato da tutto il resto acquista il suo proprio significato originario, che è della rinascita tramite la (presunta, oh quanto troppo frettolosamente presunta!) morte.
Predisposti a questo, Fratelli, saremo quindi liberi di collegarla pienamente ed in modo nuovo alla Leggenda di Hiram, proprio perché in ambito esoterico non c’è limite né divieto, c’è universalità dei princìpi, ma deve essere rigoroso il metodo.
All’urna, quindi, possiamo attribuire due ordini di significati: da un lato la serie di significati ricollegabili alla morte, al totale disfacimento del corpo che è quindi totale disfacimento della materia e della materialità, alla pochezza e alla piccolezza di ciò che appare.
D’altro lato l’urna è simbolo di un segreto rinchiuso, di una verità eterna e definitiva contenuta in qualcosa di piccolo, di solenne, di silenzioso, di severo. Qualcosa che non cessa e attende…
Attende magari Giustizia.
Spesse volte per incontrare ciò che i grandi pensatori definiscono “il sublime” abbiamo bisogno di trovarci dinnanzi a qualche cosa di sconfinato: un paesaggio di montagna mozzafiato, uno strapiombo sul mare aperto, la stessa volta celeste che sovrasta tutti noi. Ma l’urna, e forse lei sola, è simbolo ricco al punto tale da darci una simile emozione pur nella sua modesta piccolezza e semplicità. Una semplicità elementare che non si può ridurre a tornaconto e non si può disarcionare.
L’urna diviene il luogo stesso della Verità.
Leo Taroni