Dopo lo spostamento del presidente Di Salvo e l’arrivo della dottoressa Centofanti alla guida della XVI Sezione Civile del Tribunale di Roma, al Vascello si decide per la mossa della disperazione: “con la presente desidero comunicarVi che la Gran Loggia, convocata in Sessione Straordinaria per il giorno 19 settembre 2026 in Roma, si terrà presso il Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel, in Via Alberto Cadlolo n. 101”. Così Seminario e soci tentano il tutto per tutto, al nuovo grido di guerra “o la va o la spacca!”
Gli stilemi del Western sono quegli ingredienti che, messi insieme, ti fanno dire subito “ok questo è un western!” anche senza cavalli.
È il codice visivo, narrativo e sonoro del Far West.
- L’estetica
- Il paesaggio: Deserto, come le sale e i corridoi della recente “Festa Nazionale” del nuovo Rito Scozzese new style indetta al Vascello. Pianure infinite, cactus, città polverose… La natura, anche quella tribunalizia, è protagonista e ostile.
- La città di frontiera: Main Street di legno, saloon, sceriffo, prigione, ufficio del telegrafo. Tutto impolverato e col vento che fa sbattere le porte come nelle attuali Logge, dove sono in tanti i fratelli che le hanno sbattute forte, andandosene o assonnandosi. In un clima che ha sempre meno a che fare con la fratellanza e sempre di più con le regole dure di “Bonanza”.
- Costumi: Cappello a tesa larga, stivali, cinturone con fondina a coscia, gilet, fazzoletto al collo, poncho. Per gli “indiani”: piume e tomahawk. Per noi grembiulino e collare d’ordinanza, ma se sei nei vari “cerchi magici” puoi sfoderare la piuma in testa o la Giordano Bruno “postalmarket”.
- Oggetti feticcio: Colt 45, Winchester, speroni che tintinnano, carretto, treno, diligenza, roulotte dei coloni, la spilletta con l’acacia o il nontiscordardime, la squadra e il compasso, l’occhio onniveggente sopra il Trinomio. Servono tutto a creare la giusta atmosfera.
2. Stilemi Narrativi – La storia
- Il conflitto base: Civiltà vs Natura selvaggia. Legge vs Anarchia. Nel GOI tutto si rovescia: caos vs ordine, legge del più forte vs legalità: ma il contesto è quello.
- L’eroe solitario: Lo straniero che arriva, non parla molto, ha un codice morale suo. Sceriffo, pistolero, cacciatore di taglie, Gran Maestro eletto… è lui che arriva e non se ne va. Resta, non vuole cedere, e diventa elemento di rottura e pietra d’inciampo.
- Il duello: Scontro finale in strada deserta a mezzogiorno. Silenzio, mosche a contorno, poi due secondi di spari. È il finale che arriva sempre, implacabile. Il corrotto (cioè l’ex potente di turno) stramazza colpito sulla terra polverosa e arsa dal sole, con l’arma ancora in pugno, esattamente come una Gran Loggia straordinaria gettata sul tavolo del destino, alla resa dei conti finale.
- La Frontiera come prova: Il West come la Gran Maestranza è il luogo dove ti costruisci o ti distruggi. Nessuno chiede del passato.
3. Stilemi Tematici – Di cosa si parla davvero
- Vendetta e Giustizia: Spesso la legge ufficiale non basta, occorre agire da fuorilegge per riportare la legge.
- Solitudine: L’uomo contro tutti. Il prezzo della libertà. L’eroe abbandonato che alla fine riscatta l’intero villaggio.
- Fine di un’epoca: Nel crepuscolare, il West sta morendo. Arrivano ferrovia, telegrafo, Stato. Finiscono i tempi delle Logge coperte fintomaltesi e arrivano giudici indipendenti, finanzieri dello SCICO, giornalisti coraggiosi. Niente sarà più come prima.
- Moralità grigia: Specie nello Spaghetti Western, quello italiano. Non ci sono buoni e cattivi netti, solo sopravvissuti con una propria morale, che poggia su un valore etico archetipico: la Giustizia.
4. Stilemi Sonori e Visivi
- Colonna sonora: Armonica a bocca, chitarra, fischi, marranzano siciliano a sottolineare i picchi di pathos o tragicomici.
- Rumori: Vento, porta del saloon, tintinnio degli speroni, colpo di pistola secco che echeggia, i tre colpi di bastone prima dell’ingresso nel Tempio, quelli metallici di maglietto sulla spada fiammeggiante…
- Luce dura: Sole a picco, ombre nette. Tutto sembra più epico, come nella Calabria disperata della Sila o in uno dei tanti Campobello di Mazzara siciliani.
Insomma, se togli il cappello, la pistola e il deserto, ti resta questo: un uomo – un Gran Maestro eletto – solo con un codice, in un posto senza legge, che deve decidere che tipo di giustizia vuole.
È per questo che il Western funziona ancora oggi, anche trapiantato nello spazio: a Roma come nel Montana del 2026. L’ossatura è la stessa e i personaggi rappresentano le stesse dinamiche.
E arriva sempre il momento dell’assedio. Reale o metaforico. Quel momento in cui si esce in strada con i “ferri” e si convoca una Gran Loggia straordinaria.
Solo che stavolta è finito il tempo delle mosche ignoranti o ibecilli (o presunte tali), a fare da contorno neutro. Chi partecipa diventa complice. E sarà ritenuto tale con tutte le conseguenze del caso quando i banditi cadranno a terra, mordendo la polvere, battuti.
Va a finire sempre nello stesso modo.
