La corrente interna al Grande Oriente d’Italia, il cui Leader è Leo Taroni, con una Lettera al Canale Telegram “Voce di Hiram” mette ufficialmente in discussione la regolarità della United Grand Lodge of England su transgenia e moralità. Poi l’affondo: “Se Jonathan Spence viene in Italia non lo deve fare per chissà quali oscuri interessi in “incontri riservati” (riservati perché? Deve mica parlare di soldi? di affari? di Malta? di immobili?), ma per affrontare innanzitutto la questione di cosa intenda oggi la Ugle per regolarità massonica!”
Cara Voce di Hiram,
che la Ugle stia deragliando dalla regolarità lo sostengo da almeno sei anni, e non soltanto per la questione dei transgender. Di fatto la Ugle è in una pesante crisi d’identità e non c’entrano nulla le tendenze sessuali, ma la geopolitica che cambia.
Per i fratelli che capiscono l’inglese consiglio questo documentario della BBC del 2018:
https://www.bbc.com/news/uk-45030075

E che l’argomento transgender sarà la chiave per aprire le logge alle donne (serve riprendere numeri) si deduce dalla dichiarazione del portavoce della Ugle nel servizio: << Sebbene non ci sia stata una richiesta generale di orientamento sulla riassegnazione di genere, è probabile che le domande sull’argomento diventino sempre più comuni in futuro e ora sembra essere un momento opportuno per fornire una guida generale ai nostri membri>>.
Da allora il passo sta accelerando, e vorrei correggere qualche improvvisata affermazione perché il massone che diventa donna, nella Ugle, continua non solo a poter frequentare il Tempio come prima, ma conserva la possibilità di poter assumere, in astratto, qualsiasi carica di Loggia, anche il venerabilato con attribuzione del conseguente potere iniziatico. O forse nessuno ci ha mai pensato, alle conseguenze pratiche?
A Perugia la mia Loggia dedicò un intero anno a studiare nel dettaglio la questione posta dalla regola che non permette alle donne di entrare nel nostro Ordine, con la redazione di numerose Tavole che sono ancora in molti a ricordare, anche se è passato qualche anno.
Allora io dico che se Jonathan Spence viene in Italia non lo deve fare per chissà quali oscuri interessi in “incontri riservati” (riservati perché? Deve mica parlare di soldi? di affari? di Malta? di immobili?), ma per affrontare innanzitutto la questione di cosa intenda oggi la Ugle per regolarità massonica!
Vi invierò qualche spunto, su questo argomento dell’apertura alle donne, e vi invito a farne un articolo sul vostro blog affinché diventi argomento di dibattito.

Sotto altro profilo Spence non ha chiarito gli errori tecnico-regolamentari di Paul Engeham sul riconoscimento concesso al Goi in assenza dei requisiti necessari, posti dall’art. 2 secondo comma della stessa Costituzione del Goi, e non ha chiarito se la Ugle pensa ancora di poter far finta di niente sulla situazione esistente tra il Goi e la Glri in tema di sovranità territoriale delle due Potenze massoniche regolari italiane, quando ormai tutto il mondo conosce il pasticcio fatto. E mi pare che lo stesso Fabio Venzi abbia posto in più occasioni il problema della attuale situazione italiana, confusa e per nulla definita.
Spence non può pensare di venire a legittimare Antonio Seminario in presenza di processi civili aperti e dal risultato tutt’altro che definito a favore degli attuali vertici del Goi – semmai proprio il contrario – e non può pensare di venire a darci lezioni di alcun tipo, perché la Ugle ha da chiarire prima di tutto a se stessa se sia ancora una massoneria regolare nel contesto internazionale! E badate che di questo argomento si parla eccome, nei consessi che contano.
Io quindi non dico che Spence non deve venire in Italia, ma se viene allora deve incontrare Antonio Seminario insieme a Fabio Venzi, e spiegare a tutti i massoni regolari italiani (noi lo siamo ancora, lui non so…) quali sono i valori e principi che oggi professa e difende la Ugle!
All’epoca di Di Bernardo, ad esempio, avversava sicuramente la mafia. Oggi la avversa ancora o ci va a far merenda in Calabria? O gli sta bene che massoni italiani condannati per mafia non vengano espulsi dalla massoneria ufficiale, nemmeno in presenza di pesanti condanne (i 15 anni rifilati a Tumbarello non sono certo quisquiglie).

Se Spence atterra a Roma credo sia nostro dovere interrogarlo, diciamo pure tegolarlo, prima dell’ingresso nel tempio!
Con il mio triplice e fraterno abbraccio.
Andreuccio da Perugia