Jonathan Spence non risponde alle “Cinque Domande sulla Transgenia” proposte dalla componente taroniana del Grande Oriente d’Italia, che fa capo al Gran Maestro eletto di Ravenna. Ma il dibattito sulla regolarità della U.G.L.E. infiamma la Massoneria italiana, E Voce di Hiram interpella il Gran Maestro dell’O.M.T.I.
Il Pro Grand Master della U.G.L.E. sceglie il silenzio, nella speranza di annichilire il dibattito sul concetto di “regolarità massonica” in Italia, dopo la totale apertura della U.G.L.E. al mondo LGBTQIA+.
Voce di Hiram, l’organo Telegram di Massoneria Legalitaria, la corrente interna al G.O.I. guidata dall’ex Sovrano Scozzese Leo Taroni, aveva proposto all’inglese Jonathan Spence cinque “semplici” domande:
1) Dopo le nette aperture della U.G.L.E. all’universo LGBTQIA+, ritiene che essa possa ancora definirsi una Gran Loggia “regolare”, sul tema precipuo di esclusione delle donne dall’appartenenza?
2) Ritiene che una Sorella medicalizzata, cioè un Fratello sotto trattamento farmacologico per connaturarsi donna, sia massonicamente più adatta a ricoprire la carica di Maestro Venerabile di una Loggia di una Sorella donna “biologica”? Perché la U.G.L.E. ammette il primo caso ed esclude il secondo? Ritiene possa inquadrarsi una discriminazione?
3) La U.G.L.E. si è avviata su una strada, in tema di trangenia, non condivisa dalle altre due Gran Logge Madri Scozia e Irlanda. Cosa ci può dire in proposito? Allo stato attuale esiste un tavolo di confronto comune?

4) Viene in Italia a far visita ad una Obbedienza che ha qualche problema di infiltrazione mafiosa nel Sud del nostro Paese, come attestato da vari casi – il più eclatante quello del medico Alfonso Tumbarello – e dalla recentissima sentenza “Di Bernardo” (uno che la U.G.L.E. conosce bene): come valuta la difficoltà che ha il G.O.I. nell’espellere personaggi condannati per Mafia dalle proprie fila, stabilendo una volta per tutte che il concorso in associazione mafiosa costituisce anche colpa massonica grave? Come reagirebbe la U.G.L.E. se un Fratello o Sorella gay o transgender risultasse condannato per un reato di MAFIA?
5) Vista l’apertura della U.G.L.E. su gay e transgender, ritiene che pari apertura in Italia debba prodursi tra Fratelli eterosessuali delle due Potenze massoniche “regolari” nazionali, o va bene condividere il Tempio con Fratelli gay, Sorelle medicalizzate e Fratellə “non definitə”, ma non lo si può condividere, almeno entri i confini nazionali, tra Fratelli del G.O.I. e della G.L.R.I. per il noto e mai risolto problema dell’esclusività territoriale?
LUIGI PRUNETI
Nelle more di una risposta da parte del Pro Grand Master britannico, in visita al G.O.I. il prossimo 19 settembre – risposta che ancora non è arrivata – i taroniani legalitari scelgono come interlocutore Luigi Pruneti, Gran Maestro dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano, cui destinano una Lettera aperta, che possiamo pubblicare:

Illustrissimo Gran Maestro,
Ti scriviamo per sottoporti le domande che abbiamo rivolto sulla trangenia al PRO GRAND MASTER della U.G.L.E. Jonathan Spence.
1) Dopo le nette aperture della U.G.L.E. all’universo LGBTQIA+, ritiene che essa possa ancora definirsi una Gran Loggia “regolare”, sul tema precipuo di esclusione delle donne dall’appartenenza?
2) Ritiene che una Sorella medicalizzata, cioè un Fratello sotto trattamento farmacologico per connaturarsi donna, sia massonicamente più adatta a ricoprire la carica di Maestro Venerabile di una Loggia di una Sorella donna “biologica”? Perché la U.G.L.E. ammette il primo caso ed esclude il secondo? Ritiene possa inquadrarsi una discriminazione?
3) La U.G.L.E. si è avviata su una strada, in tema di trangenia, non condivisa dalle altre due Gran Logge Madri Scozia e Irlanda. Cosa ci può dire in proposito? Allo stato attuale esiste un tavolo di confronto comune?
4) Viene in Italia a far visita ad una Obbedienza che ha qualche problema di infiltrazione mafiosa nel Sud del nostro Paese, come attestato da vari casi – il più eclatante quello del medico Alfonso Tumbarello – e dalla recentissima sentenza “Di Bernardo” (uno che la U.G.L.E. conosce bene): come valuta la difficoltà che ha il G.O.I. nell’espellere personaggi condannati per Mafia dalle proprie fila, stabilendo una volta per tutte che il concorso in associazione mafiosa costituisce anche colpa massonica grave? Come reagirebbe la U.G.L.E. se un Fratello o Sorella gay o transgender risultasse condannato per un reato di MAFIA?
5) Vista l’apertura della U.G.L.E. su gay e transgender, ritiene che pari apertura in Italia debba prodursi tra Fratelli eterosessuali delle due Potenze massoniche “regolari” nazionali, o va bene condividere il Tempio con Fratelli gay, Sorelle medicalizzate e Fratellə “non definitə”, ma non lo si può condividere, almeno entri i confini nazionali, tra Fratelli del G.O.I. e della G.L.R.I. per il noto e mai risolto problema dell’esclusività territoriale?
La U.G.L.E. ha, da anni, aperto i propri Templi a Fratelli (o forse Sorelle…) gay e transgender, e ci farebbe piacere che da parte inglese ci fosse più chiarezza nel correlare questa tematica a quella della “regolarità massonica”, un argomento da Te affrontato in varie occasioni e confronti pubblici.
Come sai la “regolarità massonica”, tormentone per i massoni e vero e proprio rebus per chi non è massone, nasce ad opera della Gran Loggia Unita d’Inghilterra (U.G.L.E.), dopo la fondazione di altre Obbedienze massoniche britanniche e continentali.
La regolarità in massoneria sta diventando sempre di più un criterio fortemente soggettivo, che oggi può sostanzialmente suddividersi in due filoni: quello inglese, rispondente ai dettami degli otto “Principi Basilari” pubblicati dalla U.G.L.E. nel 1929, e quello liberale, rispondente ai principi contenuti nelle Costituzioni di James Anderson nella versione del 1723.
I primi esigono, in particolare, la credenza nel Grande Architetto dell’Universo, inteso come Dio personale e della sua verità rivelata; l’esclusione delle donne, l’interdizione di discussioni politiche o religiose, la giurisdizione territoriale esclusiva, l’indipendenza da altra autorità, l’interdizione dei rapporti con obbedienza non regolari. I secondi, invece, esigono fedeltà alla tradizione dei principi di libertà, tolleranza, universalità, amore fraterno, legalità, cui si aggiunse quello di uguaglianza dopo i fermenti rivoluzionari francesi.
Altre speculazioni aggiungono ulteriori criteri, come quello dell’immortalità dell’anima, oggi sempre più desueto in accordo con il sempre più accentuato materialismo dell’epoca moderna.
La prassi, come sai, ha dimostrato che oggi il modello inglese è fortemente in crisi, per tutte le contraddizioni che esso si trascina dietro.
Il divieto di ammissione delle donne è proprio una di queste. Un modello che ormai vacilla dopo la storica decisione della U.G.L.E., avvenuta nel 2018, di ammettere e mantenere nel Tempio le persone transgender. Una mossa considerata da vari osservatori la vigilia della vera e propria apertura all’ammissione femminile.
Sotto altro profilo, in tema di “giurisdizione territoriale esclusiva”, essa non è stata applicata in paesi come gli USA, con le Grandi Logge “caucasiche” e quelle “black” delle Grandi Logge Prince Hall, la Grecia, il Libano e Singapore, ove esistono più obbedienze riconosciute da Grandi Logge regolari. E poi c’è il caso assurdo dell’Italia, dove un pasticcio assoluto sul riconoscimento del G.O.I. da parte dell’U.G.L.E., da noi più volte pubblicamente denunciato e che ormai conoscono tutti (pertanto è pure “sdoganato”), blocca la possibilità stessa di portare la questione all’attenzione delle assemblee sovrane delle due Obbedienze Sovrane, nella ricerca di una soluzione dal contenuto giuridico-massonico ineccepibile.
Ma la “regolarità” oggi “fa acqua” anche da altre parti: nella Gran Loggia di Svezia, ad esempio, uno dei requisiti per l’ammissione è l’appartenenza alla Chiesa Nazionale Svedese ed è diretta, come anche per le Grandi Logge di Norvegia e Danimarca, da un Supremo Consiglio degli Alti Gradi…
In questo contesto caotico è impensabile non porsi il problema (sempre più urgente!) del calo delle adesioni nella cosiddetta “massoneria regolare”, dove il totale degli aderenti nelle 70 maggiori massonerie mondiali “regolari” supera a fatica il 1.500.000 iscritti, quando nelle massonerie liberali o adogmatiche, costituite anche da Obbedienze femminili e miste, si registra, invece, un rigoglio in tutto il mondo, specie nelle massonerie latine e slave, per cui basta scorrere internet per apprezzarne le articolazioni a misura di ogni sensibilità.