Pubblichiamo il messaggio indirizzato da un Fratello gay a Voce di Hiram, organo Telegram di Massoneria Legalitaria, la corrente interna al G.O.I. che fa capo al Gran Maestro eletto di Ravenna
Buonasera cari fratelli,
intervengo nel dibattito premettendo che sono gay dichiarato e nella mia loggia non ho mai incontrato la minima avversione fino alla mia messa in sonno per le note vicende che hanno coinvolto taroni. Sono gay e taroniano, se può strapparvi un sorriso.

Vedete, la UGLE secondo me ha compiuto una mossa politica per tenere la massoneria al riparo dal fango mediatico che inevitabilmente si sarebbe scatenato se una Loggia avesse respinto un uomo transgender o un ex fratello divenuto donna.
Da un lato, comprendo la decisione e la ritengo saggia. Non voler essere coinvolti nella guerra culturale della sinistra progressista (sono gay, taroniano e culturalmente di destra), nel fango che ne sarebbe derivato e nella tempesta di negatività sui social media che si sarebbe abbattuta inevitabilmente sulla Massoneria british, noi siamo molto più indietro.
Dall’altro lato, lo dico da fratello gay (tale rimango anche in sonno) mi dispiace molto vedere la tradizione messa da parte a causa di politiche populiste. Quando furono redatti i rituali, il termine “uomo” non si riferiva al “genere”; sostenere il contrario è intellettualmente disonesto, proprio perché all’epoca il concetto di genere non esisteva. “Uomo” significava “maschio dal punto di vista biologico”. Significava che, se nascevi con un pene (cromosomi XY), potevi entrare in Massoneria; se nascevi con una vagina (cromosomi XX), non potevi. È una questione semplice, di biologia chiara e netta, che non è cambiata nemmeno per la UGLE.
Tuttavia, per aggirare il problema, a un certo punto la società ha operato un passaggio subdolo dal concetto di “sesso” a quello di “genere”: quest’ultimo è un costrutto sociale, soggetto a modifiche ogni volta che qualcuno decide di cambiarlo. Il sesso biologico, invece, non cambia mai, a prescindere da come ci si senta o da chi ci attragga; ed è proprio sul sesso biologico che la massoneria è stata fondata.
È un po’ scoraggiante vedere un’organizzazione così profondamente radicata nella tradizione secolare – qual è la Massoneria – cedere a politiche populiste che seguono le mode del momento. O ci basiamo sulla tradizione e sul rituale, elementi che non cambiano davvero, oppure cerchiamo di compiacere le masse populiste al loro primo comando, facendo poi sostanzialmente il cazzo che ci pare quando ci pare.
Non possiamo essere entrambe le cose, non se vogliamo preservare la nostra identità. Non dimentichiamo il partito politico antimassonico. Ci fu un’intera ondata di sentimento populista antimassonico, ma nemmeno quella riuscì a fermarci, né noi per questo cambiammo la nostra natura, le nostre tradizioni o i nostri rituali, perché, dunque, dovremmo permettere a questa nuova ondata di riformatori sociali di cambiarci?
Io in Loggia mi sono sempre comportato da uomo, quale mi ritengo al 100%. La mia sessualità non riguarda il Tempio, e la vivo con naturalezza e la stessa discrezione di qualsiasi relazione etero. Esercito una professione che mi consente agiatezza economica e questo lo dico prima che a qualcuno venga la brillante idea di passare agli attacchi personali: sono una persona realizzata sia lavorativamente che sentimentalmente, e posseggo lo status del massone.
Tutto questo non ha nulla a che fare con l’odio o la paura verso le persone transgender, figurarsi da un gay! Bensì con la volontà di restare fedeli alla tradizione, anche di fronte, magari, all’opposizione dell’opinione pubblica populista di sinistra.
Lo so, è un’opinione impopolare la mia, come da impopolare taroniano ad un certo punto ho rinunciato al percorso, ma come ho detto, comprendo gli aspetti strategici della questione. Semplicemente, non approvo il cambiamento dal punto di vista della tradizione. Gli uomini transgender non sono gli uomini — o i fratelli — da cui e per cui la Massoneria è stata fondata, e la posizione della UGLE non cambierà mai questo dato di fatto.
UN SALUTO E FORZA LEO!