Avviene tutto nella mattinata di oggi: prima il contatto, poi la trattativa per l’immunità ed un ruolo futuro, infine la rivelazione: “Durante la Gran Loggia straordinaria avverrà che…”. Così l’incredibile intrigo di D’Ottavio per andare ad elezioni entro sei mesi
Diciamolo subito: la Gran Loggia straordinaria convocata con Decreto 58/AS del 24 luglio scorso è parsa a tutti strampalata, fin da subito, soprattutto dopo il provocato forfait del Pro Grand Master della U.G.L.E. Jonathan Spence e la demolizione giudiziaria di ogni atto (e persino di ogni respiro) di quella “madre” convocata a marzo scorso, di cui questa è appunto “figlia”. Tanto strampalata da rendere necessario un nuovo Decreto, in pieno luglio, da parte del Gran Maestro, per la sua edizione.
L’IDEA INIZIALE
L’idea iniziale era quella di riuscire ad ottenere una forte legittimazione internazionale attraverso la presenza del vice del Duca di Kent, Spence, nella speranza che nel frattempo un miracolo giudiziario potesse dichiarare legittima la possibilità di indire nuove elezioni, da parte di del Gran Maestro Seminario, prima del 2029. Cosa che sarebbe avvenuta se la presidente Centofanti avesse seguito le orme del suo predecessore.
Sappiamo come è andata a finire, con Spence bersagliato dalle critiche che si defila e la neo presidente della XVI Sezione Civile del Tribunale di Roma che spazza via ogni residuo “disalviano” dalla contesa che vede Taroni opposto al G.O.I.
E ALLORA, COSA INVENTARSI?
Nessuno sapeva nulla, almeno fino alla mattinata di oggi, quando un Alto esponente taroniano (per fortuna uno di quelli vicini alla nostra Redazione) riceve una chiamata. All’altro capo della cornetta sta nientepopodimenoché un membro della attuale Giunta Seminario!

I due si conoscono molto bene e sono amici, al di là della differente fede massonica. La telefonata non è per convenevoli e mira subito al punto. Il seminarista è spaventato, legge i canali, vede i giornali che sempre di più pubblicano articoli molto duri, non crede più alle strampalate strategie giuridiche di D’Ottavio, ma – soprattutto – chiede di potersi salvare. Dice di avere qualcosa di clamoroso da rivelare, ma prima vuole garanzie, per sé e per altri due fratelli a lui legatissimi, e seminaristi come lui (anche loro fino a stamattina). Chiede di poter parlare con Leo Taroni, di persona, è disponibile a raggiungerlo a Bologna.
Taroni viene subito avvertito telefonicamente ma blocca. Ha annunciato ai quattro venti che tratta solo con Seminario, ed ora… questa è una cosa diversa, si tratta di un tradimento e lui non vuole sporcarsi le mani. Accidenti! Che fare?
Partono telefonate, si fanno pressioni per sbloccare la situazione, che non si sblocca: Leo non ne vuole sapere nulla. Non è così però (e per fortuna) per il Primo Sorvegliante della Giunta ombra, che è(ra) un pezzo grosso Scozzese, e ha l’autorità per garantire (anche per Leo) che i tre seminaristi saranno sorvolati dai siluri che si abbatteranno sugli altri inquilini abusivi del Vascello. Finalmente si tratta. I dettagli non possono essere rivelati, ma alla fine l’immunità è garantita, e forse anche un successivo ruolo di contorno per il traditore di Seminario, che a quel punto parla:
“Adesso che siamo d’accordo ed io… io lo faccio per me ma anche per l’Istutuzione che non merita… insomma, non merita, non merita questo che gli vogliono fare! Ecco, ecco quello che dovete sapere: siccome no, siccome il tribunale impedisce a Tonino di convocare le nuove elezioni, allora Raffaele si è inventata questa cosa… questa cosa di fare così, in Gran Loggia! Adesso vi racconto! Cioè, tutto si incentra sulla relazione che deve fare Vignoni. Dunque Vignoni farà una relazione, no… quella del Grande Oratore, ma sarà pilotata, sarà una relazione pilotata, una relazione costruita a tavolino, no? dove vengono dette cose, cose spiacevoli, spiacevoli per Tonino, capite? Sì cose che sembreranno andare contro Tonino… no? in realtà sono preparate. È tutto preparato in anticipo per fregare tutti! Tutti i fratelli! Vi immaginate il subbuglio??? Tutti a chiedersi che sta succedendo, la faccia di Tonino contrariata, tutto preparato prima capite? A quel punto, nel bel mezzo di tutto Tonino prende la parola e rassegna seduta stante le sue dimissioni! Così, di botto! Si dimette! Abbandona la Sala! Capite cosa stanno facendo accadere? A quel punto Beppe prende il posto di Seminario, è lui che ha il diritto, no?… e mentre nessuno ci capisce più nulla dice all’assemblea che bisogna andare a nuove elezioni, a nuove elezioni entro sei mesi! E cosa fanno i fratelli? Votano le nuove elezioni! Capite? capite le votano lì, seduta stante! Raffaele dice che così non c’è necessità di ordine del giorno e Taroni è fregato! FREGATO! Perché le elezioni non le ha chieste mica Tonino, ma l’assemblea, è l’assemblea che le chiede vacante il Gran Maestro! Così vogliono fregare tutti! Ma io ho paura, non voglio più saperne niente di questa roba, non reggo più, non sto più dormendo tranquillo! Ma ora ho la parola di omissis, ho la sua parola che non mi succede niente… come se lo avesse detto Taroni!“
LE CONSEGUENZE
Appreso tutto questo è parso subito evidente che la nomina dei tre emissari seminaristi, deputati a prendere contatto con il Fratello Francesco Borgognoni, era tutta un diversivo. Una squallida manovra per prendere tempo e mettere in atto il diabolico piano!
La Giunta ombra del Grande Oriente d’Italia, riunitasi in videoconferenza nel pomeriggio, ha deciso di sospendere, almeno per ora, ogni disponibilità alla trattativa con il Gran Maestro Antonio Seminario. In attesa che egli possa chiarire l’articolata situazione.
VENGANO PALESATI GLI “URGENTI MOTIVI”
Antonio Seminario è ora di fronte ad una drammatica crisi istituzionale e di Giunta. Uno dei suoi uomini ha tradito, svelando le torbide intenzioni di convocare nuove elezioni contro la volontà del Magistrato Civile, e rivelando anche la volontà di turlupinare i Maestri Venerabili dell’Ordine.
Il Gran Maestro Seminario, a questo punto, è chiamato a svelare immediatamente i “gravi motivi” che sono alla base della convocazione straordinaria della Gran Loggia del 19 settembre prossimo, non presenti nel Decreto di convocazione, e a dichiarare da subito che non si procederà surrettiziamente ad introdurre motivi posticci per la richiesta di nuove elezioni, contro le decisioni dei giudici dello Stato Italiano.
LE DIMISSIONI
Se vuole dimettersi, insomma, si dimetta pure. Lo scandalo è grossissimo e noi di Libero Muratore gli chiediamo urgentemente, già nelle prossime ore, di poggiare il Supremo Maglietto, ma non possono assolutamente essere invocate nuove elezioni in pendenza della sentenza condannatoria di Primo Grado, che vedrà riconosciuto Leo Taroni quale Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia!
Seminario si dimetta, dunque, non avendo più la fiducia della sua intera Giunta, ma Giuseppe Trumbatore non può e non deve utilizzare strumentalmente, in questa fase giudiziaria così delicata e come è già stato fatto troppo spesso, l’assemblea del nostro Ordine come un ariete da lanciare contro le decisioni della Giustizia Civile italiana!