Con il Comunicato giunto in Redazione nel corso della serata di oggi il Gran Maestro eletto Leo Taroni varca il Rubicone: “Massoneria Legalitaria”, la corrente del G.O.I. di cui egli è Leader, propone l’introduzione ordinamentale di specifiche colpe massoniche per i reati di associazione mafiosa e concorso esterno. È una vera e propria rivoluzione copernicana, che pone la legalità al centro dell’etica massonica giustinianea
Carissimi Fratelli di Liberomuratore.com,
con il presente Comunicato chiediamo al Gran Maestro Antonio Seminario e al Grande Oratore Marco Vignoni di portare all’attenzione della prossima Gran Loggia Straordinaria la nostra richiesta di modifica dell’art. 15 della Costituzione dell’Ordine, in senso antinfiltrativo e antimafioso.

In seguito alla recente “Sentenza Di Bernardo”, che ha stabilito giudiziariamente quale nucleo di verità storica il fenomeno infiltrativo mafioso nel Grande Oriente d’Italia, e le pesanti risultanze processuali degli ultimi anni (Lutri, Lauria, Tumbarello, Pittelli, etc.) legate ad appartenenti tutti “Venerabili” del nostro Ordine, ci pare sia giunto il momento di dotarci di regole più stringenti quanto all’incompatibilità tra l’appartenenza alla Massoneria giustinianea e la condivisione in concorso o associazione di ideali e valori legati alla criminalità organizzata di stampo mafioso, ‘ndranghetista e camorrista.
PROPONIAMO PERTANTO LA SEGUENTE MODIFICA DELL’ART. 15 DELLA COSTITUZIONE DELL’ORDINE CIRCA LE “COLPE MASSONICHE E LE LORO SANZIONI”:
Art. 15 – Le colpe e le sanzioni
I Liberi Muratori, qualunque sia il loro grado e la loro funzione, sono sottoposti alla Giustizia Massonica e vi restano soggetti anche se in sonno o decaduti.
Costituisce colpa massonica l’inosservanza dei Princìpi della Massoneria e delle norme della Costituzione e del Regolamento dell’Ordine.
Integrano gli estremi della colpa massonica:
a) ogni contegno nei rapporti massonici contrario ai sentimenti di rispetto, di fraternità e di tolleranza;
b) ogni azione contraria alla lealtà, all’onore od alla dignità della persona umana ed ogni comportamento, nell’ambito della vita profana, che tradisca gli ideali dell’Istituzione.
c) l’appartenenza in concorso o in associazione alla criminalità organizzata di stampo mafioso, per come definita dall’ordinamento giuridico nazionale.
Il Regolamento dell’Ordine determina le sanzioni graduandole secondo la gravità della colpa.
Il Libero Muratore è considerato innocente fino a che non sia intervenuta sentenza definitiva.
Il Libero Muratore, sottoposto a procedimento penale dell’autorità giudiziaria ordinaria per fatti non colposi, può essere cautelativamente sospeso
da ogni attività massonica con provvedimento del Gran Maestro.
La pendenza di un procedimento penale non preclude il giudizio massonico.
Nei casi disciplinati dal comma c) il giudizio massonico è obbligatoriamente proposto dal Grande Oratore di fronte alla Corte Centrale.
Riteniamo che occorra velocemente uscire dall’opacità che ha contraddistinto, negli ultimi decenni, l’approccio antimafia del Grande Oriente d’Italia, dando un segnale pubblico di forte discontinuità e di piena adesione agli ideali antimafia. Ideali che dovranno d’ora innanzi essere imprescindibile strumento di Lavoro della Massoneria giustinianea italiana.
Con il triplice e fraterno abbraccio.
Massoneria Legalitaria