Riceviamo e pubblichiamo
PSICOPATOLOGIA DELL’IMBECILLE
E così, in trepidante attesa di veder il fantomatico D’Ottavio — essere mitologico paladino delle cause perse (e di quelle che crede “già vinte” ed invece perde: vedi Di Bernardo) — far incazzare ancora di più il Tribunale Civile di Roma con i suoi espedienti di infima lega, ci avviciniamo stancamente a quella pagliacciata che si prefigura essere la Gran Loggia Straordinaria del 19 settembre.
Una Gran Loggia che già adesso — prima ancora di incominciare — è nulla per via della sua maldestra convocazione.
Già nulla e, oltretutto, completamente inutile dato che avrebbe dovuto celebrare la vittoria del candidato unico Tonino “Kim Jong-un” alle elezioni farsa che avrebbero dovuto tenersi il 31 maggio scorso ma sono state bloccate (per la seconda volta!), sempre dal Tribunale Civile di Roma.
Una volta saltate le elezioni, qualche “testa fina” del GOI aveva anche pensato di aggirare fraudolentemente le delibere dei giudici con una pantomima degna della Commedia dell’Arte.
Secondo la ricostruzione del “pentito” che qualche settimana fa ha spifferato il machiavellico disegno, durante la Gran Loggia, Vignoni-Balanzone avrebbe dovuto attaccare pubblicamente il suo amato Tonino-Arlecchino il quale, con un coup de théâtre degno di Eleonora Duse, si sarebbe talmente risentito da dimettersi seduta stante da Gran Maestro, lasciando i convenuti in preda allo sconcerto.
E così — mentre i Questori, lanciando alti lai di dolore, si sarebbero stracciati i grembiuli per la disperazione — Peppe-Brighella si sarebbe levato in piedi con sguardo fiero e, con grande senso di responsabilità, avrebbe assunto su di sé il fardello di guidare l’Ordine nell’ora più buia.
Prode nocchiero nella tempesta, egli avrebbe tracciato immediatamente la giusta rotta chiedendo di indire nuove elezioni di lì a sei mesi, dato il Gran Maestro vacante.
Davvero una “genialata” degna di Goldoni.
Ma — visto che è stata svelata e la sanno ormai tutti (compresi i Giudici della “XVI Sezione”, e soprattutto Manzi) — non parliamo del Goldoni commediografo, bensì del Goldoni della Hatù. Quello dei preservativi.
Quindi, ricapitolando, il 19 non si celebreranno né l’elezione, né le dimissioni dello schizofrenico Tonino.
E allora, cosa andranno a fare al “Rome Cavalieri” i Maestri Venerabili, coloro che — ormai — sono universalmente conosciuti come gli “imbecilli”?
Gli imbecilli il 4 aprile 2025 votarono (488 favorevoli contro 304 contrari) l’annullamento delle elezioni del 2024 vinte da Leo Taroni e indissero nuove elezioni da tenersi l’1 febbraio 2026 (489 favorevoli contro 303 contrari: si noti l’imbecille al quadrato che votò per fare nuove elezioni senza annullare le precedenti!).
Imbecilli che obbligarono il Tribunale di Roma a bloccare tutto una prima volta e a sancire che la Gran Loggia non ha poteri decisionali in materia di annullamento delle elezioni né, tantomeno, alcuna competenza/potere in materia elettorale.
I medesimi imbecilli che — su istigazione di Bisi e Seminario — soltanto due giorni dopo il pronunciamento dei giudici firmarono la richiesta preparata dal Rabula reggino per convocare un’altra Gran Loggia Straordinaria, stavolta mirante a modificare le norme interne del GOI e riprovare, così, ad annullare nuovamente le elezioni vinte da Taroni.
Questa volta furono 554 gli imbecilli che cercarono di eludere un provvedimento giudiziario modificando surrettiziamente le regole, attraverso quella che lo stesso Tribunale di Roma ha considerato una condotta riprovevole e forse addirittura sovversiva.
Ormai, il trend è chiaro: gli imbecilli stanno crescendo: erano 449 il 5 aprile 2025 e sono diventati 554 il 30 gennaio 2026.
Il conto è presto fatto: di questo passo, ogni 3 giorni un MV del GOI diventa imbecille!
È un’epidemia! Ci vorrebbe un vaccino.
Certamente, sorgerebbe subito un movimento NO VAX. Ma, almeno, sarebbero in pochi: probabilmente, soltanto quelli che — complici e collusi — partecipano da molti anni al banchetto dei Bisi Boys (chi stando a tavola e chi sotto, tra le siole, a raccogliere le briciole con la lingua).
Dunque: è sulla vasta platea dei conniventi — vale a dire di coloro che si limitano ad assistere allo scempio in modo passivo, senza intervenire o dare un aiuto concreto — che si dovrà testare l’efficacia della terapia.
Si tratta di soggetti sicuramente resistenti alle cure: per decenni hanno visto gli abusi, i soprusi, gli scandali della cricca, ma non hanno mai fatto nulla.
Magari rabboniti con un grembiule, un’onorificenza, un buffetto sulla guancia, hanno fatto finta di credere all’alone di fascino e iniziatico mistero (come direbbe Battiato) che certi ruoli ai vertici dell’Ordine dovrebbero avere, fornendo così una patina di accettabilità alle storture, alle minacce, agli abusi, alle prevaricazioni messe in atto dalla cricca per mantenere il suo squallido potere e trarne un profitto personale.
“Imbecille” viene dal latino imbecillis (o imbecillus), che significava debole, fiacco, privo di forza. L’etimologia tradizionale scompone la parola in: in- (“senza”) + baculum/bacillus (“bastone, appoggio”).
Il senso figurato sarebbe quindi: “chi è senza bastone”, cioè senza sostegno e perciò malfermo, vacillante, debole.
E qui la categoria degli imbecilli si allarga, inevitabilmente, anche a coloro che — pur essendo contrari alla cricca — finiscono per adeguarvisi e piegano la schiena “per non danneggiare la propria Loggia” (sic!), creando un circolo vizioso per cui la loro debolezza nutre la forza dei lestofanti.
A questo punto, però, se si tratta soltanto di una questione di debolezza, non c’è neanche bisogno di un vaccino: basta una semplice cura ricostituente!
Magari a base di dignità (personale) e responsabilità (verso i Fratelli di Loggia).
Gira voce che siano difficili da trovare su piazza, ma non è affatto vero: basta che alla mattina ci si soffermi un paio di minuti in più davanti allo specchio, a guardarsi negli occhi e il gioco è fatto!
Tutto qui.
A quel punto, diventerà facilissimo decidere che è indegno reggere il gioco di soggetti pluri-indagati che hanno letteralmente distrutto il GOI. Tanto che nell’ultimo anno ben 5.000 Fratelli hanno deciso di abbandonare l’Ordine.
Diventerà molto semplice mandare al diavolo gente che non inviteresti mai a cena a casa tua, ma che fai finta di rispettare quando indossa — indebitamente — i guanti bianchi.
Sarà naturale decidere di non andare a Roma il 19 a partecipare all’ennesima messinscena di una cricca agonizzante (quasi morta, diciamo la verità), marcando così una netta distanza — fisica e simbolica — da essa.
E, cosa più importante, sarà estremamente ritemprante: ti restituirà vigore, forza ed energia fisica e mentale.
Dopo tanti anni, finalmente, smetterai di essere un imbecille!