Esce sul Canale Telegram Voce di Hiram un documento (censurato) che chiede le dimissioni del sempre più azzoppato Leader di Rossano. E Mentre ci si domanda se sia scoccata l’ora di Giuseppe Trumbatore, nasce nel G.O.I. il partito della trattativa
Mai nella storia pluricentenaria del Grande Oriente d’Italia una Gran Loggia straordinaria aveva ingenerato tanto sconquasso. Ieri l’appello di Massoneria Legalitaria alla diserzione da parte dei Maestri Venerabili, sempre in odore di imbecillità, oggi addirittura un documento con firma censurata, recapitato via posta elettronica (protetta: viene specificato!) direttamente al Gran Maestro Antonio Seminario.
Un documento, tuttavia, che è sembrato subito molto strano soprattutto gli osservatori più attenti, che si sono posti qualche domanda: perché il mittente è censurato? Perché Massoneria Legalitaria, la corrente politica di Leo Taroni che si è sempre intestata gli atti più ostili oggi “diserta” di fronte ad un testo oltremodo delicato e rispettoso verso l’avversario?
La verità può forse trovarsi nel mezzo. La richiesta a Seminario, di sicura provenienza siciliana, potrebbe aver trovato una gradita sponda in un movimento di pensiero più ampio, mirante a portare l’ago della bilancia più a sud di Reggio Calabria.

Ovviamente è quasi impossibile pensare ad una alleanza trasversale Taroni/Trumbatore per far fuori il Gran Maestro più improbabile di sempre, però qualche indizio c’è: 1) La firma stessa del mittente, riportante la dicitura “Palazzo Giustiniani”. Mai Massoneria Legalitaria si era firmata in questo modo; 2) L’invito a Seminario a concordare le sue dimissioni con i consiglieri più stretti, quasi che si tratti di una decisione interna alla sua stessa coalizione; 3) Il giro di parole, all’inizio del documento, per identificarsi come fratelli vicini al Gran Maestro eletto Leo Taroni. Una locuzione del tutto inutile nell’ottica di un documento di parte; 4) L’incisio, rivolto a Tonino Seminario, “non ti scriviamo da avversari” (…).
Se è azzardato saltare a conclusioni, certo non sembra neppure giusto negarsi qualche domanda. Soprattutto alla luce di un avvenimento che rafforza pesantemente la posizione “calabrese” di Giuseppe Trumbatore nei confronti del Gran Maestro (presto uscente) “Talloncino”: la nomina del Fratello La Bitta, fedelissimo di Giuseppe Trumbatore, quale Ispettore Magistrale con delega per la Calabria.
IL TESTO (pubblicato da Voce di Hiram)
RISERVATA PERSONALE – NON DESTINATA ALLA CIRCOLAZIONE PROFANA
Al Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia
Palazzo Giustiniani
Fr. Antonio Seminario
Villa Il Vascello – Roma
Oggetto: Invito fraterno e fermo a valutare un passo indietro per il bene dell’Obbedienza
Venerabilissimo e Carissimo Fratello Antonio,
ti scriviamo non come avversari, ma come Fratelli che hanno condiviso con te le medesime Promesse Solenni, e che si riconoscono nella pienezza delle posizioni iniziatiche, giuridiche e giudiziarie del Fratello Leo Taroni, Gran Maestro eletto del Grande Oriente d’Italia. E su questa premessa fondano il peso della responsabilità che questo atto comporta.
Non ti sfuggirà che il Grande Oriente d’Italia vive da oltre due anni e mezzo una crisi istituzionale senza precedenti. Le elezioni del 3 marzo 2024, il successivo contenzioso dinanzi agli organi interni e presso il Tribunale civile di Roma, XVI Sezione Civile, la frattura tra componenti, l’esposizione mediatica continua. Tutto ciò ha prodotto un unico, innegabile risultato: la paralisi della nostra azione esterna, il discredito pubblico e il disorientamento dei Fratelli all’Oriente.
In questa paralisi, al di là delle ragioni giuridiche dei contendenti – quindi anche tue – rispetto alle quali spetterà alla Magistratura profana pronunciarsi, prevale in noi la speranza che possa essere affermato un senso più elevato delle cose. Perché se il versante legale è caotico (oggi in realtà sempre meno, perché la riassegnazione dei fascicoli di causa al dott. Maurizio Manzi suona inconfutabilmente come una campana a morto per le tue pretese), il dato iniziatico e politico è invece lampante e non può più essere eluso: la tua figura, oggi, per una parte rilevante e non più trascurabile dell’Obbedienza è percepita come la genesi del problema, e non più come elemento della sua possibile soluzione.
Non mettiamo in discussione la tua buona fede, né il tuo amore per l’Ordine, che sappiamo essere sincero. Mettiamo in discussione la tua capacità, in questo preciso momento storico, di essere il perno di una ricomposizione. Una ricomposizione che richiede, da parte di tutti, un atto di umiltà e di spersonalizzazione.

Per questo, con animo fermo e con profondo rispetto per la carica che rivesti, ti invitiamo fraternamente a valutare, con la tua coscienza e con i tuoi più stretti consiglieri, l’opportunità di un gesto alto: rassegnare le dimissioni da Gran Maestro al fine di favorire l’apertura di un tavolo di garanzia, composto da colui che andrà a sostituirti per dettato regolamentare, il Fratello Giuseppe Trumbatore oggi tuo Gran Maestro aggiunto, da esponenti di provato equilibrio e super partes di nomina condivisa, e il Fratello Francesco Borgognoni, che Leo Taroni ancora in queste ore ha confermato quale suo rappresentante per l’apertura del negoziato.
Abbiamo fiducia che, una volta insediato, questo organo di concertazione sciolga definitivamente le tensioni e porti l’Obbedienza verso una stagione magari “straordinaria”, ma condivisa e capace di sfociare – quando ne sarà il tempo – in nuove elezioni libere, serene e inoppugnabili.

Un tuo passo indietro non sarebbe una sconfitta. Sarebbe l’atto che la Storia massonica ricorderà come il tuo più alto atto di governo! Sarebbe ciò che consentirebbe a te di uscire dalla cronaca giudiziaria e di rientrare nella Storia dell’Ordine, come il Fratello che ha preferito la pace del Tempio alla scialba difesa della poltrona.
Ti chiediamo quindi di riflettere su questo invito entro i prossimi giorni, così da poterlo portare con spirito costruttivo all’attenzione dei Fratelli prima dell’inizio della Gran Loggia da te convocata a Roma per il prossimo 19 settembre.
La porta di omissis resta aperta, per te, senza l’ombra di inutili slealtà o peggio di vendette, che squalificherebbero noi e sarebbero soltanto foriere di esasperare un clima che invece vogliamo rimandi ai valori del dialogo e della comprensione fraterna.
Con il triplice fraterno abbraccio,
Omissis, Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani